3.4.06

Ecco come sono andate le elezioni del 9-10 aprile 2006

Un racconto di fantasia, ma non troppo.

Era già trapelata dall' ANSA alle 17.30 del 10 aprile 2006 la notizia dei problemi sulla scrutinatura dei voti, ma senza spiegare il perchè;
Prima da un seggio nel nordest, seguita da uno nella sicilia centrale e uno in puglia, problemi che poi sembravano essere risolti.

La maggior parte dei sondaggi davano la coalizione dell'ulivo in vantaggio di un punto e mezzo percentuale sulla CdL, ma con una forchetta del 2.5% di margine x entrambi gli schieramenti, quindi, tutto era possibile.

Le prime reazioni politiche da entrambi le parti dopo poche ore dai primi exit poll, furono dapprima di grande sicurezza nella vittoria, poi, dopo frequenti telefonate dai rappresentanti dei seggi ai loro leader di partito, qualcuno cominciò a lamentare la poca chiarezza e correttezza di come veniva svolto lo spoglio delle schede, in attesa fiduciosa del corretto operato degli addetti allo scrutinio.
Ci si aspettava la solita mancanza di organizzazione, ma la sera del lunedì, dopo ore di staticità, alcuni seggi avevano scrutinato mediamente il 90% dei voti in tempi tecnici ritenuti effettivamente troppo brevi. In altri seggi, invece, ci si attestava dal 5 al 10% dei voti scrutinati.
L' On. Bondi (FI) fu il primo ad usare l' espressione "broglio elettorale", ripetuta a tamburo battente da Emilio Fede nel suo TG4.

Dalla notte stessa si cominciò ad annullare lo scrutinio delle schede in molte sezioni sparse a macchia di leopardo in tutta Italia. In tutta risposta all' On. Bondi esponenti del centrosinistra rigettarono le accuse dichiarando che anche in alcune delle loro roccaforti storiche in toscana lo scrutinio era stato annullato.

Ora, il caos era generale.Tutti accusavano tutti, poi tutti invitavano alla calma; Le tribune politiche erano i teatri di questi scontri, ma senza riuscire a far luce sull'accaduto.
Venne data la colpa alla novità di trascrivere i voti sui computer, molti rappresentanti di seggio scrivevano troppo lentamente su tastiera. Venne anche trovato che alcune chiavi USB talvolta non si adattavano ai computer, mentre l' apparato organizzativo replicava con la garanzia della perfetta efficenza del sistema, testata e ri-testata mille volte, quindi colpa dell' errore umano. Trapelò la notizia che in Basilicata c'era un testimone sulle contraffazioni di chiavette; Una Procura lo indagò immediatamente.

Si decise di contare manualmente i voti.

Ma nel frattempo ci furono dei profondi spaccamenti sulla coalizioni; RC, Verdi e Lega Nord facevano pesare parecchio il loro appoggio, la Margherita prendeva tempo ed invitava alla ragione, forte anche che dagli ultimi sondaggi erano cresciuti parecchio, i DS erano divisi sul piano dell'azione.
Forza Italia gridava al broglio elettorale.I quotidiani ipotizzarono che, nel caso di una mancato raggiungimento della maggioranza da parte di entrambi gli schieramenti, ci si dovesse accordare alla stregua dell'attuale governo tedesco, la "grosse koalizionen".

Nessuno degli schieramenti raggiunge la maggioranza.

I moderati del centro trovano allora questa idea plausibile e ragionevole; Il centro allora si aggruppa: parte del centrodestra, UDC e Casini, esponenti di AN (UDC E AN sono i partiti cresciuti di più in percentuale) e della Lega Nord, e parte del centrosinistra con la Margherita di Veltroni, Rutelli, e parte dei DS.
Anche degli esponenti di FI si aggiungono alla lista sempre più lunga di chi la pensa così, dando il via al Pres. del Cons. Berlusconi di effettuare una serie di "epurazioni" gridando al tradimento e accusandoli di aver reso instabile la propria salute fisica.
L'accomunanza della moderazione, la cristianità dello stato ma con apertura alle stesse tradizioni laiche, la centralità dello Stato ma con ampie aperture alle Regioni, Province e Comuni, il disegno delle grande Partito Popolare Europeo sono i temi della nuova grande coalizione nata con il nome di Democrazia Italiana.
"Democrazia" perchè parola già presente in molti nomi dei partiti, "Italiana" perchè soggetto d'identità unico nella composizione europea.
Il 12 giugno 2006 la Democrazia Italiana ottiene la maggioranza relativa; e, grazie ad ampie garanzie, con l'ingresso nell'ala liberale di FI e nell'ala laico/progressista dai DS di D'Alema, raggiunge la maggioranza assoluta.

Si chiude il ciclo del bipolarismo. Nei quattro anni seguenti il Governo cade e si riforma per tre volte. "L'anomalia italiana" trova però, nel tempo, crescente successo anche in altri paesi europei.